domenica 8 febbraio 2009

Verso la dittatura


Da dove iniziare.

Questa è la domanda. Con tutto quello che sta succedendo in Italia in queste ore c'è da rimanere esterrefatti, disorientati, spiazzati. Da dove iniziare quindi a rimettere a posto i pezzi di una realtà che appare sempre più confusa, manomessa, in preda alle urla di parte?

Mah. Bisognerebbe innanzitutto partire da un punto fermo: a Berlusconi, di Eluana, non frega assolutamente nulla. Questo è pacifico. Così come non gliene frega assolutamente nulla a una buona fetta di coloro che sventolano striscioni pro e contro. La strumentalizzazione, da una parte e dall'altra, è selvaggia e sarebbe bene che terminasse al più presto.

A Berlusconi, di Eluana, non frega assolutamente niente. Non sa niente di lei, non se ne è mai interessato, quando era al governo e il padre di Eluana gli chiese di esprimere un parere in proposito non fece una mossa, non rispose e se ne disinteressò completamente. Il problema è che, a quel tempo, di quella ragazza in fin di vita non sapeva che farsene. Ora, invece, che è di nuovo al governo, è cambiato tutto: ha intuito, come un lampo rivelatore nella notte, come sfruttare il corpo ancora caldo di Eluana per i suoi biechi fini politici.

L'ha intuito, si capisce, un paio di giorni fa, quando c'è stata la svolta improvvisa. Fino a quel giorno era rimasto in rigoroso silenzio. A chi lo pungolava sulla questione opponeva un sospiro, come dire: sono cose più grandi di me, cose in cui preferisco non mettere il naso. Fino ad un paio di giorni fa, in scia alle dichiarazioni di Fini, affermava ancora: "Sul caso Eluana non riesco a decidere dove stia la verità".

Che cosa sia successo nell'arco di quarantotto ore per fargli prendere una posizione così radicale in merito non si capisce. Un'illuminazione dall'alto? Una traumatica conversione in stile Innominato di manzoniana memoria? Una più semplice telefonata da Roma? Un più banale giochino politico? Conoscendo Berlusconi, quest'ultima ipotesi pare la più probabile. Ha capito d'un tratto, o è stato consigliato, che la questione Eluana poteva essere sfruttata a suo vantaggio in molteplici modi.

Ne cito solo alcuni: 1) creare un nuovo strappo allo stato di diritto, 2) sfregiare di nuovo la Costituzione con l'appoggio di metà degli Italiani, 3) creare un polverone talmente grande da camuffare e far calare una cortina di nebbia sulle porcate indecenti contenute nel disegno di legge sulla sicurezza, nel disegno di legge sulle intercettazioni, nel disegno di legge sulla riforma della giustizia penale, 4) indebolire la figura del Capo dello Stato a favore della propria, 5) ottenere l'appoggio incondizionato della chiesa, 6)...

Scegliete voi l'ordine di importanza. Quel che è certo è che la banda che qualche giorno fa approvava delle leggi razziali contro gli immigrati clandestini creando una situazione per cui non potranno più usufruire delle più elementari cure sanitarie, ora ha riscoperto improvvisamente "il valore della vita, che va difeso sempre, soprattutto nei confronti di chi è debole e indifeso". Un'ipocrisia indecente e odiosa, che fa rabbia.

Ma fa sconcerto soprattutto vedere come il nostro illuminato statista non si stia facendo scrupoli nel manomettere una situazione tanto delicata come è il caso di Eluana, una questione che scuote violentemente le coscienze, per manomettere ciò che di più sacro possiede questo paese: la Carta Costituzionale. Ha preso Eluana e l'ha usata come esperimento di eversione antidemocratica, come una prova di instaurazione di un regime dittatoriale. Ci sta provando. Tanto a lui che importa? Ha il consenso della maggioranza degli italiani. L'ha avuto nel momento in cui si è candidato, l'ha avuto nel momento in cui è stato eletto, l'ha avuto nel momento in cui si è erto al di sopra della legge con il Lodo Alfano, l'ha avuto quando ha riversato tutti i debiti di Alitalia sui contribuenti, lo sta avendo ora che si appresta a distruggere quel che rimane della giustizia. Non si vede per quale sorta di maleficio dovrebbe perderlo proprio adesso in cui sta tentando il colpo più grosso, quello di calpestare la Costituzione, passarci sopra le scarpe putride due o tre volte come su uno zerbino, mettere a tacere il Capo dello Stato e finalmente potere avere un esecutivo nelle sue mani che obbedisce e fa tutto quello che vuole lui.

Dovremmo esserci abituati. Queste cose sono già successe ottantanni fa, tali quali, e ne abbiamo pagato pesantissime conseguenze: dovremmo avere gli anticorpi. E invece no. Perchè il popolo è ignorante e soprattutto dimentica in fretta. La mancanza di memoria unita all'ignoranza è ciò che rende un popolo suddito e ricattabile.

Berlusconi ha prima imposto ai suoi ministri di votare un decreto legge in due minuti che azzerasse una sentenza definitiva passata in giudicato sotto il timbro della Cassazione, una cosa mai vista nella storia della repubblica, che creerebbe un precedente devastante, un vulnus giuridico difficilmente rimarginabile, e che metterebbe in crisi le basi stesse dello stato di diritto. I ministri non hanno fatto una piega. Poi abbiamo dovuto assistere alla vergogna di un presidente del Senato, Renato Schifani, assolutamente prono al volere del primo ministro, che ha ritenuto che gli estremi per un decreto d'urgenza ci fossero tutti. Napolitano ha per la prima volta tirato fuori le unghie e ha fatto sapere che non avrebbe apposto la sua firma ad una norma ideata con una procedura in assoluto contrasto con la Costituzione. Berlusconi in tutta risposta ha fatto sapere che a lui di quello che decide il Capo dello Stato non importa nulla. Lui, se c'è bisogno, la Costituzione la cambia: che problema c'è?

Non si era mai spinto a tanto. Mai.

Ormai vive nel più totale delirio di onnipotenza: fa tutto quello che vuole e, se c'è qualche regola che in teoria glielo impedisce, cambia la regola. Non si fa più scrupoli nemmeno di fronte alla Carta Costituzionale, che vuole piegare al suo volere a tutti i costi. Si vede che gli sta stretta. Non l'ha mai sopportata, tanto è vero che i suoi governi hanno promulgato leggi anticostituzionali a raffica, poi puntualmente annullate dalla Consulta.

Sono inammissibili gli attacchi al Capo dello Stato prima, trattato come una povero rincoglionito che non deve permettersi di ostacolare le sue mire dittatoriali (e poi era Di Pietro l'eversivo...), e l'attacco alla Costituzione poi, definita "una legge fatta molti anni fa sotto l’influenza della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come a un modello da cui prendere molte indicazioni".

Io non ci credo ancora.

E' riuscito a dire che abbiamo una Costituzione comunista. E' riuscito. Ce l'aveva qui in gola, ma non l'ha mai potuto dire. Ora i tempi sono maturi: sputare sul sangue di coloro che hanno combattuto per la libertà dell'Italia e dileggiare i nostri Padri Costituenti è possibile. Tant'è che lo fa, e non c'è nessuno che possa impedirglielo.

Un tizio così, in ogni altra democrazia seria del mondo, per tutte le cose che ha fatto e che ha detto in questi mesi, ma soprattutto negli ultimi giorni, sarebbe già stato cacciato a calci. Sarebbe stato costretto a fuggire di notte come un ladro.

Invece è qui che comanda ed impone la sua volontà, che è sempre più simile, quella sì, a quella di un dittatore comunista.

4 commenti:

sR ha detto...

negli ultimi giorni?
beh che ne dici degli ultimi anni!?!

concordo su tutto.nel mio blog ho fatto un discorso analogo

Dario83 ha detto...

Riporto il titolo di un tuo vecchio articolo: IO HO PAURA

Rosita ha detto...

The case of Eluana has served for many people to take conscience and become aware of the fragility of life, whether it was by putting oneself on her shoes, her family/friends, or even on her executioner’s. “Two sparrows are sold for a penny, aren't they? Yet not one of them will fall to the ground without your Father's permission.”( Matthew 10:29). There is not such thing as coincidence or chance. Her situation has a purpose, and her suffering has not been in vain. I firmly believe that many people that had never taken a position on the topic, thanks to her, have realized that each life is unique, precious and must be always respected and protected. Unfortunately, Berlusconi had to tarnish that message in which Eluana was living testimony. He did this by hiding his corrupted intentions behind the innocents’ back like a miserable coward and in this way completely ruining the spiritual works God was performing on Eluana and in all of us. He had the power and the opportunity to elevate the country morally but instead, once again Berlusconi has been nothing but an instrument of division in Italy. It’s very sad how with such selfish act he has made Eluana’s suffering seem to be in vain.

Alessandro ha detto...

che a berlusconi non freghi niente di eluana è palese, basti pensare che negli anni 80 il nano e consorte hanno abortito al settimo mese di gravidanza un bambino affetto da sindrome di down