martedì 27 gennaio 2009

Cappellini e Cappellacci



Assistiamo in queste ore a scene di ordinaria follia. Il paese sembra in preda ad una strano fenomeno di delirio collettivo.

Siamo nel bel mezzo di una delle più gravi e devastanti crisi economiche della storia e i telegiornali parlano solo di stupri, dedicano i primi dieci minuti di ogni edizione ad un caso di stupro diverso, tracciano la genealogia di tutti gli stupratori dagli inizi del secolo scorso fino ad oggi, intervistano le stuprate che vorrebbero farsi giustizia da sole, aizzano la gente criminalizzando l'operato dei giudici che, facendo solo il proprio dovere e nel pieno rispetto della legge, predispongono gli arresti domiciliari per gli stupratori, danno voce ai politicanti di turno che berciano fandonie, invocano pene più severe e una fantomatica "certezza della pena", senza rendersi conto delle bestialità che vanno dicendo scambiando gli arresti domiciliari con la condanna definitiva per un processo che non è ancora iniziato.

Sono i famosi giustizialisti della domenica. Quelli che quando c'è di mezzo il rumeno lo vorrebbero immediatamente dietro le sbarre a marcire per l'eternità e stigmatizzano la "benevolenza" dei pm, e che quando invece c'è di mezzo il politichino corrotto e/o corruttore (vedi caso Del Turco su tutti) invocano il garantismo più assoluto ed intransigente e chiamano i magistrati sanguinosi manettari.

Il ministro della giustizia Alfano, che ovviamente di giustizia non conosce un beneamata ma che sempre più spesso si diletta a ficcare il naso nell'operato della magistratura, annuncia ispezioni ministeriali. Gli ispettori ministeriali evidentemente constateranno che per lo stupratore che ha già confessato il proprio reato non sussistono più, a norma di legge, gli estremi per una detenzione carceraria (non c'è pericolo di fuga, non c'è pericolo di inquinamento delle prove e non c'è pericolo di reiterazione del delitto) e che quindi gli arresti domiciliari sono un provvedimento assolutamente normale e se ne torneranno dal ministro a orecchie basse. Ma tutto serve per sollevare il polverone. Distogliere l'attenzione dal problema fondamentale: un paese in precipitosa recessione senza la minima speranza di risollevarsi in tempi brevi.

Marchionne fa notare sommessamente che la Fiat sarà probabilmente costretta a licenziare qualcosa come 60 mila dipendenti, più o meno un altro disastro Alitalia, e i telegiornali di cosa parlano? Dello stupro di capodanno, ovviamente. Il Fondo Monetario Internazionale calcola che il PIL italiano segnerà un ribasso del -2,1% nel 2009 e rimarrà negativo anche nel 2010 e i telegiornali di cosa parlano? Di un professore di Avellino di 60 anni che ha stuprato una sua studentessa. La produzione industriale crolla su base annua del -12,8% e i telegiornali di cosa parlano? Di un uomo di Torino che ha stuprato la figlia dodicenne della compagna. Sembra che l'Italia improvvisamente si sia trasformata in un bordello a cielo aperto dove tutti stuprano tutti.

Oggi, ironia del destino, si viene a scoprire che i rumeni sono stati arrestati grazie all'uso di intercettazioni telefoniche. Tutti che si congratulano con le forze dell'ordine. Nessuno fa notare che, se fosse già passato il ddl che ha in mente Berlusconi, i quattro sarebbero in libertà e chissà ancora per quanto tempo. Se non altro, però, i giornali hanno tempo per immolare come vittima sacrificale un onesto servitore dello Stato come Gioacchino Genchi, subissandolo e coprendolo di menzogne. Quest'uomo è costretto da giorni a rilasciare interviste a catena per cercare di rintuzzare le fandonie create ad arte e amplificate dai media compiacenti. Come fa notare Carlo Vulpio, una volta ci eravamo abituati all'idea che in Italia chi delinque la fa franca; oggi ci stiamo addirittura abituando all'idea che chi rispetta la legge deve mettere in conto di correre seri pericoli.

Ci stiamo abituando a tutto. E' questo il pericolo più grave.

Oggi il nostro ministro degli Esteri, Franco Frattini, durante la celebrazione della giornata della Memoria nella sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, in un'occasione tanto importante quanto solenne, non ha trovato di meglio, nel proprio discorso, che lanciare attacchi deliranti ad un dipendente del servizio pubblico. Parlando del pericolo di una rinascita dell'antisemitismo ha portato come esempio la trasmissione di Michele Santoro definita come "l'esempio di quello che una televisione democratica non dovrebbe mai fare". Io non so se vi rendete conto della gravità di certe affermazioni: un ministro della repubblica italiana che in un momento ufficiale ed "alto" come può essere il ricordo dello sterminio di 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento, sfrutta vigliaccamente l'occasione per imbastire una vergognosa polemica politica con una trasmissione della RAI, accusata di incitare all'antisemitismo.

Probabilmente Frattini non ha nemmeno idea dell'enormità di un'affermazione del genere. Ma come dargli torto: chi, in quel governo, ha idea di cosa stia dicendo? Per favore, mi si indichi un ministro che sappia di cosa sta parlando. E' chiaro che dall'alto non cala certo un grande esempio.

Non so se avete notato, ma il nostro presidente del consiglio, pagato con i soldi pubblici, passa i suoi giorni in Sardegna in perenne campagna elettorale. C'è da eleggere il presidente della regione e Berlusconi non può certo perdere un'occasione simile. Dopo aver passato un mese a gironzolare per le strade dell'Abruzzo a far campagna elettorale per un certo Chiodi ora si diletta a far comizi sull'isola. Il rivale è Renato Soru, padrone dell'Unità, forse una delle poche persone serie del partito democratico. Il candidato per il Pdl, invece, chi è? Non lo sa nessuno, nemmeno i sardi. Anche perchè, se si va a guardare sul logo delle liste elettorali, si troverà: "Berlusconi presidente". Del nome del futuro possibile presidente della regione non c'è traccia.

Ve lo dico io: si chiama Ugo Cappellacci. Già uno con un nome così...

Bene. Quest'uomo è quanto di più ridicolo si sia mai visto. Una marionetta ha più dignità. Si affaccia ai balconi e sale sui palchi insieme a Berlusconi senza spiccicare parola (vedi video). Berlusconi fa il comizio senza dire assolutamente nulla sul programma elettorale, spara qualche barzelletta, inneggia alla bellezza dell'isola, lancia calunnie infondate contro Soru, scambia qualche battuta con i pochi presenti, si dice molto preoccupato per il futuro dei nostri figli e se ne va. Nessuno capisce cosa ci stia a fare Ugo al suo fianco. E' lì, immobile, impassibile. Ugo ride ed annuisce. Quando Berlusconi finisce il comizio, Ugo se ne va anche lui. Qualcuno ha creduto che fosse una delle guardie del corpo del presidente del consiglio. Gli è stato spiegato che no, quello era il candidato alla presidenza della regione, scelto espressamente da Berlusconi.

D'altronde cosa ci si può aspettare da uno che per risolvere il problema degli stupri metterebbe "un soldato al fianco di ogni bella ragazza"? Dopo tutto, come ha fatto notare giustamente Benny Calasanzio, "un presidente pirla per ogni Italiano ce l'abbiamo già".

4 commenti:

Alfiere ha detto...

Si salvi chi può.

Anonimo ha detto...

"... danno voce ai politicanti di turno che berciano fandonie, invocano pene più severe e una fantomatica "certezza della pena""
se ci fosse davvero questa certezza molti di questi politicanti sarebbero per lo meno agli arresti domiciliari, quindi ringrazino questa incertezza... che pena!!
Ciao Andre

sR ha detto...

Federico un ministro che sa di cosa parla è la Carfagna.
Se ne intende di meretrici...

storico ha detto...

Cappellacci fa un autogol e rifiuta la scontro televisivo con Soru