giovedì 15 gennaio 2009

I pataccari


Offerta Airfrance (gennaio 2008): 1,2 miliardi di euro per comprarsi Alitalia accollandosi tutti i debiti

Offerta Airfrance (gennaio 2009): 300 milioni di euro per diventare azionista di maggioranza di Alitalia senza accollarsi alcun debito

Debiti Alitalia scaricati sui cittadini: 3,2 miliardi di euro

Prestito-ponte scaricato sui cittadini: 300 milioni di euro

Bilancio: 4,4 miliardi di euro di danni allo Stato Italiano provocati dalla delirante gestione dell'affare Alitalia da parte di Silvio Berlusconi.

Roba da far rivoltare un popolo intero. Gli Italiani non hanno battuto un colpo. La destra ha esultato per la brillantezza di un'operazione che salva l'italianità della compagnia di bandiera. La sinistra ha detto che è stata un truffa, senza spiegare il perchè. La destra ha risposto che non è vero. I giornalisti hanno passato il microfono da un portavoce all'altro senza dare un briciolo di informazione. La gente non ci ha capito niente, ha fatto finta che quei soldi non fossero suoi e ha preferito virare sul Grande Fratello, molto più tranquillizzante e "magnetico", come l'ha definito il nostro premier.

La Lega, settimana scorsa, ha proposto un emendamento che introduceva una imposta sulla cittadinanza. La proposta era che chiunque avesse voluto richiedere la cittadinanza italiana avrebbe dovuto pagare una sovrattassa di 80 euro. Mica che questi immigrati qui vengono qui a rubarci il lavoro e poi pretendono anche di non pagare le tasse e pretendono di diventare cittadini italiani gratis et amore dei, con la crisi che c'è adesso, poi.

Si è sollevato il putiferio. La sinistra l'ha definita una tassa discriminatoria. Il Vaticano addirittura ha tuonato contro una norma che va contro una categoria, quella degli immigrati, già poco tutelata. Una ventata di indignazione è circolata tra i banchi del Parlamento, da destra a sinistra. Perfino alcuni esponenti del governo si sono detti assolutamente contrari. A quel punto, Silvio Berlusconi è sceso in campo e, facendo valere tutto il peso della propria autorità, ha sentenziato: "Quella norma non passa! E' contro gli intendimenti del governo!". Punto. Grande presa di posizione del nostro statista. E infatti l'emendamento proposto da una parte del governo viene bocciato dal governo stesso.

Maroni si dice stupito. Dice che, se non ricorda male, quella norma era già stata approvata dal governo ed era infatti già stata inserita nel ddl sulla crisi. Quindi l'emendamento della Lega era solo un modo per velocizzarne l'entrata in vigore. Berlusconi ha tuonato di smetterla con queste manfrine: il capo è lui e decide lui.

Ieri, puntualmente, il ddl sulla crisi viene votato e passa senza che nessuno batta ciglio (a colpi di fiducia). E ovviamente quella famosa tassa sulla cittadinanza salta fuori di nuovo. Come aveva fatto notare Maroni. Anzi. Il costo è stato addirittura fatto lievitare: 200 euro per ogni richiesta. E, come se non bastasse, 200 euro sarà il costo anche di un semplice rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. Così, una famiglia di immigrati (regolari) di quattro persone dovrà sborsare ogni anno circa 800 euro per il rinnovo del permesso di soggiorno, che di solito impiega mesi e mesi prima di arrivare. 800 euro per avere in mano dei certificati praticamente già scaduti.

L'intento della Lega, e del governo al seguito, è chiaro: far pagare la crisi ai poveri cristi. Una norma di un'ipocrisia gigantesca, che serve semplicemente a soddisfare il becero risentimento dell'elettorato leghista nei confronti degli immigrati, tutti, senza distinzione, regolari e irregolari, e a distogliere l'attenzione dalla figuraccia Alitalia, in cui il senatùr ha calato di nuovo le braghe di fronte agli interessi personali di Berlusconi, accettando una soluzione che ridurrà Malpensa, l'areoporto della Padania, ad uno scalo dimenticato da Dio, perso nella nebbia del Varesotto.

In questi giorni si è pure mostrata per quello che è la grande truffa Tremonti, la patacca del secolo, la social card dei poveri. Delle 500 mila carte messe in circolazione, il nostro ministro delle Finanze si è dimenticato di caricarne circa un terzo. In tutta Italia si contano scene di vergogna pubblica, in cui coppie di anziani scoppiano in lacrime davanti alla cassa del supermercato dopo che il cassiere ha comunicato loro che la loro social card è desolatamente a secco. Dopo aver fatto ore di coda davanti agli sportelli degli uffici pubblici per aver riconosciuto lo status di "povertà", l'umiliazione pubblica di non poterne nemmeno usufruire.

Per inciso, il costo per la fabbricazione e la distribuzione di quelle carte di credito per i poveri si aggira attorno ai 9 milioni di euro. Tremonti doveva fare qualche favore a qualche suo amico? Perchè quei famosi 40 euro mensili non sono stati semplicemente accreditati sulle pensioni degli anziani? Chi ci ha guadagnato da questo turbinio folle di patacche inutilizzabili?

Senza contare che una gran quantità di queste social card è finita nelle mani di chi, in realtà, non ne avrebbe bisogno. Dai più grandi evasori fiscali fino ad arrivare a tutti quei frati e quelle suore dei vari istituti religiosi d'Italia, che risultano essere nullatenenti e che sono passati, doverosamente, all'incasso. Amen.

8 commenti:

Ivana ha detto...

Federico, sei un grande.
Io non leggo i giornali e non guardo la tv: per informarmi su quello che accade in giro leggo qualche sito VERO su internet. E il vostro è uno di quelli (infatti è tra i "preferiti").
Il mio più grande augurio è che continuiate semplicemente così. E non si sa mai che quel giorno arrivi veramente....
GRAZIE.
Ivana

sR ha detto...

mi unisco ad ivana, ma a suo tempo queste cose le avevamo già dette e previste...

Alfiere ha detto...

Dici ciò che vorrei dire io, ma lo fai molto meglio :)

Non finirò mai di linkarti

Franco ha detto...

I miei complimenti. C'è tutto, in questo post. Tutto quello per cui io nel mio piccolo non ho più la forza di incazzarmi. Sono triste e demotivato. Tutto qui.

Claudia Trajna ha detto...

E, come se non bastasse, 200 euro sarà il costo anche di un semplice rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. Così, una famiglia di immigrati (regolari) di quattro persone dovrà sborsare ogni anno circa 800 euro per il rinnovo del permesso di soggiorno
Questa parte mi è poco chiara:
la sovrattassa è 200 euro COME il rinnovo del permesso di soggiorno?
Ma allora la famiglia non dovrebbe pagare 1600 euro l'anno e non 800?
Qualcuno sa spiegarmi questo punto?

Federico ha detto...

Ciao Claudia,
cerco di spiegarmi meglio. La proposta passata nel ddl è che per ottenere la cittadinanaza si debba pagare una tassa di 200 euro.
Poi c'è un'altra proposta, sempre della Lega, che vuole introdurre una tassa di 200 euro anche nel semplice caso di rilascio di permesso di soggiorno (cioè la prima volta in cui uno ne fa richiesta) e 200 euro per ogni successivo rinnovo (di anno in anno). Insomma, se vuoi il permesso di soggiorno devi pagare 200 euro, se vuoi poi rinnovarlo, ogni anno dovrai pagare 200 euro.

sR ha detto...

ma negli altri paesi come funzionano le cose?
ma come si fa a far pagare 200 euro per il permesso di soggiorno!

Claudia Trajna ha detto...

Tutto chiaro adesso, grazie!