venerdì 30 gennaio 2009

Lettera aperta a Massimo Giannini

Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica


Egregio vicedirettore,

ho letto con molta attenzione il suo editoriale, apparso ieri su Repubblica, dal titolo "Il bersaglio sbagliato del tribuno populista" e non ho potuto fare a meno di notare che l'articolo era sorprendentemente inficiato da una serie di informazioni fuorvianti, imprecise se non palesemente errate.

Innanzitutto lei afferma che la manifestazione di piazza Farnese è stata un evento "organizzato dall'Italia dei Valori contro la riforma della giustizia". Non capisco proprio come si possa scrivere un'inesattezza di questo genere, visto che, se uno si fosse degnato di dare anche solo un'occhiata al palco, si sarebbe accorto che la manifestazione era stata indetta dall'Associazione famigliari vittime della mafia (come recitavano dei pannelli a caratteri cubitali) e che l'obiettivo primario non era protestare contro la riforma della giustizia (anche se se ne è parlato), ma contro la decisione del CSM di sospendere dall'incarico il procuratore generale di Salerno Luigi Apicella e i suoi due sostituti Gabriella Nuzzi e Dionigio Versani.

Entrando nel merito dell'articolo, lei afferma che lo striscione rimosso dalle forze dell'ordine fosse "bugiardo", perchè "non è vero che l'Italia insorge e meno che mai è vero che Napolitano dorme". Queste sono sue considerazioni personali decisamente opinabili. Quelle poche migliaia di cittadini che erano in piazza Farnese e quelle tante migliaia che, non potendo assistervi di persona, hanno seguito la diretta in streaming, rappresentano la parte più sana ed informata del paese, che veramente "insorge" e si indigna quando vede palesemente sfregiata la Costituzione e lo stato di diritto. Si è già dimenticato del milione di firme raccolte per il referendum riguardante l'abolizione del Lodo Alfano? Sono sempre le stesse persone. Sono sempre loro: quella è l'Italia che insorge, signor Giannini.

Lei dice che Napolitano "ha esternato più volte nei limiti che il ruolo gli consente". Mi può per favore riportare le parole precise del Capo dello Stato? Visto che "ha esternato più volte", non le sarà difficile ritrovare una sua dichiarazione in merito. Io non ricordo di avergli mai sentito dire una sola parola contro quella che lei chiama giustamente "una legge-vergogna". Davvero, pur sforzandomi, non ricordo.

Sono d'accordo, invece, con lei quando dice che "parlare di sonno è una palese sciocchezza". Napolitano infatti si è dimostrato incredibilmente "sveglio" ed attivo quando c'è stato bisogno di bloccare immediatamente una procura, quella di Salerno, che stava indagando legittimamente e in modo assolutamente corretto (come ha stabilito il Tribunale del Riesame), su un'altra procura di sua competenza, quella di Catanzaro. Ecco, in quell'occasione Napolitano ha abbandonato senza troppi problemi "i limiti che il ruolo gli consente", ha chiesto immediatamente di visionare gli incartamenti e, prima ancora di averli letti, già parlava di atti "abnormi e inauditi". Napolitano, con il suo operato oggettivamente precipitoso, ha dato il via e, in un certo senso, legittimato, lo scempio che il CSM ha poi portato a termine, su imbeccata del ministro Alfano, con l'annientamento di un'intera procura, rea solamente di aver rispettato la legge.

Più avanti, lei giustifica il "silenzio" di Napolitano sul Lodo Alfano affermando che tale provvedimento "non appare manifestamente incostituzionale" e che dunque "il presidente è chiamato alla promulga". Purtroppo, mi giova ricordarle che l'articolo 3 della nostra Costituzione prevede che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge. Se un Lodo permette a quattro cittadini di delinquere impunemente senza che essi siano chiamati a rispondere delle loro azioni davanti ad un giudice, questo francamente mi sembra "manifestamente incostituzionale". Per non parlare dei vari altri articoli della Costituzione che vengono palesemente violati dal Lodo Alfano.

Siccome lei fa proprio il paragone con Ciampi e il vecchio Lodo Schifani, come è possibile che lei non ricordi che Ciampi non lo fece passare così a cuor leggero, ma rinviò alle camere il testo? Un atto ovviamente solo formale, ma che lanciò un messaggio chiaro e forte di dissenso. Era troppo pretendere da Napolitano che seguisse l'esempio di un suo predecessore? Era troppo pretendere che facesse finta almeno di pensarci su qualche giorno invece di firmarlo in fretta e furia solo perchè il processo Mills doveva essere bloccato immediatamente?

Qualche parola anche sull'attacco che lei sferra a Di Pietro. Lei scrive: "E' grave che (...) Di Pietro si spinga a dire che il silenzio è mafioso". Primo: se lei avesse ascoltato il discorso di Di Pietro (cosa che spero lei non abbia fatto, altrimenti vorrebbe dire che è in mala fede), si sarebbe accorto che quella frase era banalmente riferita a se stesso. Di Pietro dice: molti non osano criticare il Capo dello Stato, io invece, sempre con il massimo rispetto, mi sento di farlo, perchè, se stessi in silenzio, mi sentirei un mafioso. Secondo: la frase di Di Pietro, anche estrapolata dal contesto, è quanto di più vero possa esistere e mi meraviglio che lei la definisca "grave". Soprattutto in un contesto in cui i veri protagonisti della manifestazione erano i famigliari delle vittime di mafia, uccise, prima di tutto, dal silenzio.

E qui viene la mia critica più dura. Come è possibile che il suo giornale (come tutti gli altri del resto) abbia deciso a tavolino di censurare completamente quattro ore di manifestazione, in cui si sono alternati sul palco personaggi del calibro di Sonia Alfano e Salvatore Borsellino? Come è possibile che nemmeno una parola sia stata spesa, da lei dai suoi colleghi, sull'accorato grido di denuncia da loro lanciato e che ha fatto tremare le mura di piazza Farnese? Non prova un pochino di vergogna nell'aver tentato di trasformare una manifestazione che voleva richiamare l'attenzione sulla condizione di queste persone (che hanno subito lutti gravissimi e che sono stati abbandonati dallo stato) in un comizio politico in cui si è "insultato" il Capo dello Stato?

Non prova un po' di vergogna? Non dico nei confronti della gente che con tanta passione ha partecipato ed applaudito. Ma nei confronti della dignità di una persona come Salvatore Borsellino, che grida da anni la sua sete di giustizia sulle stragi di stato del '92. Ma, forse, lei nemmeno sa chi è Salvatore Borsellino.

E' il silenzio come il suo e quello del suo giornale che fa più male. Il silenzio uccide, se lo ricordi.

Sì. Ha ragione Di Pietro, caro vicedirettore: il silenzio è mafioso.

Cordiali saluti

9 commenti:

Alfiere ha detto...

Giacchè ci siamo: In uno stato democratico non si può forse criticare chi comanda?

perchè ora ci scandalizziamo se si promuovono delle critiche al colle, mentre in altre occasioni sembrava normale dimostrazione del dissenso?

I link attivi si trovano qui:
http://www.danielemartinelli.it/

Berlusconi che dà del comunista a Giorgio Napolitano

Berlusconi dice a Giorgio Napolitano che è uno di loro (sinistra)

Berlusconi: mai eletto un comunista al Quirinale.

Ecco che tipo di comunista è Giorgio Napolitano secondo Paolo Mieli

Quirinale irritato per gli attacchi di Berlusconi

Berlusconi: Napolitano presidente? Manco morto!

La Lega che insulta il presidente Oscar Luigi Scalfaro.

La Lega attacca Carlo Azeglio Ciampi.

Carlo ha detto...

Ciao ragazzi,
complimenti per il vostro blog: coraggioso, puntuale, interessante e di gradevole lettura (nonostante la serieta' degli argomenti trattati).

Contiunate cosi', sono con voi.

Carlo

Anonimo ha detto...

Ottima replica alle amenità di Giannini. E' chiaro che a Repubblica è finita una stagione (bella) ed è iniziata l'omologazione all'informazione manipolata.

mm94 ha detto...

ottima lettera.
e secondo me molto utile perchè comunque questa volta ne sono arrivate tante a repubblica

DUNA ha detto...

Sono d'accordo fino all'ultima parola! È tristissimo osservare come giornali che una volta ritenevo obbiettivi e imparziali si siano uniti al circolo dell'informazione pilotata (in questo caso palesemente dal PD)

Anonimo ha detto...

Io credo che Giannini sappia chi è Salvatore Borsellino, come Mancino sapeva chi fosse Paolo Borsellino, tanto da ucciderlo. Ipocrisia e informazione obbidiente a settori più alti.
www.paolofranceschetti.it

gemma

Anonimo ha detto...

Bellissim fede!Quoto in toto!

Anonimo ha detto...

Io penso che Salvatore Borsellino sia una brava persona!Su Grillo Travaglio e Di pietro invece non metterei la mano sul fuoco.Spiace vedere un blog importante come questo con così pochi commenti.La lettera è perfetta ma il gioco ormai lo conosciamo:disinformare sino a negare l'evidenza.Anche io vi consiglio di gemellarvi col blog di Paolo Franceschetti.E' da poco nato anche un forum dove si trattano molti argomenti a mio avviso interessanti.Vi auguro ogni bene.
Un amico.

sR ha detto...

Federico, il problema è che ormai anche il CORSERA è omologato...
io non so più dove prenderle le notizie.
per fortuna alla manifestazione di roma avevo le mie ORECCHIE e i miei OCCHI.
ma non ho il dono dell'ubiquità...