domenica 16 novembre 2008

Provenzano docet



Gli studenti, di qualunque genere ed età, lo sanno benissimo: il miglior modo per copiare a scuola è quello di prepararsi a casa dei minuscoli bigliettini in cui sia condensato a caratteri microscopici tutto ciò che è necessario sapere o, per quelli più pigri, farseli passare furtivamente dal compagno di classe secchione direttamente durante il compito in classe. Non c'è cellulare che tenga, sofisticherie moderne: il vecchio caro bigliettino è tecnicamente perfetto, maneggevole, facile da far circolare e ancora più semplice da occultare.

Non per niente Provenzano, grazie ai pizzini, è riuscito a controllare le sorti di Cosa Nostra per 15 anni dopo la cattura di Riina standosene comodamente seduto in qualche masseria della campagna palermitana. Un metodo infallibile, una catena di passaggi infinita, che permetteva di far perdere le tracce di colui che l'aveva iniziata, un vero rompicapo per gli investigatori gli davano la caccia.

A quanto pare, deve saperlo molto bene anche il senatore del Pd Nicola La Torre, che l'altro giorno era presente come ospite alla trasmissione Omnibus su La7 insieme a Bocchino del Pdl e Donadi dell'Idv. Il video è stato ripreso anche da Striscia la Notizia che ne ha evidenziato la tragicomica soluzione.

Tema della serata: l'elezione di Villari alla Vigilanza RAI. Donadi sta cercando di spiegare l'ignobile blitz antidemocratico del Pdl che ha votato compatto per un personaggio diverso da quello proposto dall'opposizione. Bocchino, al suo fianco, sarebbe lì per tentare di difendere l'operato del suo partito, ma sembra non avere (e come dargli torto) argomenti adeguati per interrompere Donadi. A un certo punto, in basso a destra dello schermo si vede una mano, quella di La Torre, che afferra il giornale ripiegato davanti a Bocchino. Le telecamere lo seguono. La Torre inizia a scrivere qualcosa. Poi, una volta finito, ripassa il giornale a Bocchino e con la penna gli indica gli appunti da lui appena scritti come dire: "Leggi qui!".

A quel punto Bocchino si illumina.
Sembra una scena tratta da un classe del liceo in un film di Alvaro Vitali. Lo studente che fa scena muta all'interrogazione, il compagno che gli passa il bigliettino, lo studente che si rianima e incredibilmente fa bella figura per lo sbalordimento dell'insegnante che era già pronta a mettergli un bel tre.

Succede proprio così. Bocchino legge l'appunto di La Torre, capisce tutto, gli brillano gli occhi e chiede immediatamente la parola alzando la mano. Finalmente gli sono venute le parole che non riusciva a trovare. La maestra di turno interrompe Donadi e chiede a Bocchino che cosa ha da dire. Lo studentello, con aria spavalda, prima si assicura di nascondere il bigliettino (capovolgendo il giornale) e poi ripete a pappagallo (senza per altro capirne il senso) ciò che vi era scritto. Dice: "Siccome noi abbiamo ritirato la candidatura di Pecorella anche voi dovevate ritirare quella di Orlando. Noi siamo stati responsabili, voi no!". Tièh!

Senza nemmeno curarsi della bestialità appena pronunciata (di cui per altro ho già parlato nel precedente post), per cui un paragone tra il caso Pecorella e il caso Orlando non ha senso di esistere se non all'interno di una pura campagna populista cara ai replicanti berlusconiani, Bocchino gongola soddisfatto, mentre Donadi tenta di riallacciare le fila del discorso facendo notare che la similitudine non sta in cielo in terra.

Ma ormai è troppo tardi. La mano di La Torre si è messa in funzione ancora una volta. Ha rubato di nuovo di mano il giornale a Bocchino. E' la regola: una volta commesso il delitto, fare sparire le prove. Le telecamere lo inchiodano nel momento in cui, senza alcun pudore, strappa il pizzino su cui aveva scritto il suggerimento e lo appallottola riducendolo a una pallina di carta. Non si sa che fine abbia fatto. L'ipotesi più probabile è che sia stato defecato dal senatore qualche ora dopo.

L'episodio in e per non fa affatto ridere.
E' di uno squallore vergognoso.
E' la prova evidente di come alcune correnti all'interno del PD (la Torre è un D'Alemiano doc) lavorino costantemente per screditare quello che dovrebbe essere il loro primo alleato, Di Pietro, e allo stesso tempo cospirino e inciucino in una "corrispondenza di amorosi sensi" con i prediletti BerlusCloni.

Tutto questo ammasso di personaggi sinistri e collusi che popolano Pd e Pdl, che si coprono le spalle a vicenda, che spargono menzogne sulle televisioni nazionali, che mirano a mantenere lo staus quo di una casta indecente e intoccabile di corrotti, privilegiati, fannulloni, condannati, fascisti, mafiosi, piduisti, prescritti, che insultano e demonizzano chiunque tenti di spiegare semplicemente come stanno le cose nella realtà, sono un cancro per la democrazia del paese.

Un cancro da estirpare con forza e decisione.
A partire dalle prossime elezioni.
Come? Semplice.
Negando loro il consenso.
Alla faccia di qualunque tipo di "voto utile". Ma poi utile per chi?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Non ho mai scritto in un blog per esprimere le mie opinioni, è la prima volta in assoluto ma sono ben felice di farti giungere i miei più sentiti complimenti per quello che scrivi e leggerò sempre con piacere i temi che proponi. Grazie.
Andrea da TS

Federico ha detto...

Grazie a te Andrea.

sR ha detto...

arriverà mai questo giorno fede???

Roberto ha detto...

Mi sbaglierò, ma io dico che persone come Rosy Bindi, che un'etica ancora ce l'hanno, in quel partito di miserabili cominceranno a starci strette.