martedì 16 settembre 2008

Col sorriso sulle labbra


Quello a cui si sta assistendo in queste ore non è altro che una bieca riedizione di ciò che andò in scena più di sei anni fa, per la precisione il 5 luglio 2002, in pieno governo Berlusconi II. Allora, due delle massime organizzazioni sindacali del paese, CISL e UIL, fregandosene di una sempre sbandierata e mai concretizzata "unità delle sigle sindacali", decidevano, in completo disaccordo con la CGIL, di raggiungere con Confindustria il famoso accordo, denominato con un nome altisonante, nel solco della più tipica propaganda berlusconiana, Patto per l'Italia.


Quel patto, che era stato fortemente voluto da Confindustria e che era una versione riveduta e corretta del deleterio accordo del '93, firmato anche dalla CGIL, ha avuto come conseguenza un pesante danneggiamento delle condizioni dei lavoratori senza consentire una reale difesa dell'occupazione. Si ponevano le basi, tanto per dire, dell'abolizione dell'articolo 18, prefigurando così la possibilità del "licenziamento libero, senza giusta causa" da parte delle aziende. Allora, la CGIL portò migliaia di lavoratori in piazza per protestare contro l'accordo, esempio lampante di inciucio mal celato, ottenuto a tavolino tra CISL e UIL da una parte e Confindustria e governo dall'altra.

Oggi la situazione è molto simile. Bonanni, leader della CISL, sulla scia dei suoi predecessori supinamente asserviti a Confindustria, parla di ottimismo per un accordo con la CAI (Compagnia di Avvoltoi Italiani) sulla questione Alitalia. Fregandosene bellamente di tutte le sigle sindacali autonome e e dall'associazione piloti, che da giorni fanno le barricate negli aeroporti italiani chiedendo serietà nelle trattative e una garanzia di un futuro onorevole, Bonanni vuole assolutamente arrivare ad un accordo con il governo. Mettendo, tra l'altro, in posizione di forte disagio la CGIL, molto meno morbida su questo fronte e già accusata da Scajola di operare sotto influenze politiche.

Il PD nicchia. Fino a pochi giorni fa aveva sparato a zero sul disastroso e irresponsabile comportamento del governo in questa vicenda. Ora, sotto la minaccia di Berlusconi ("Se Alitalia fallirà, sarà solo colpa dei sindacati"), il fido Bonanni ha scodinzolato e ha assicurato che l'accordo si farà: gli esuberi saranno solamente poco più di tremila e gli stipendi rimarranno immutati, a patto che aumenteranno le ore di lavoro. Per la serie: come prenderlo in quel posto col sorriso sulle labbra. Di conseguenza, il PD, sulla minaccia di una disgregazione delle sigle sindacali, ora dovrà mediare e il ministro ombra Bersani si è già dimostrato più possibilista sull'accordo.

Berlusconi, nel frattempo, dagli studi di Porta a Porta, in cui ha inscenato, tra i risolini viscidi di Vespa, disgustosi duetti con la ancora più disgustosa campionessa (?) olimpica Valentina Vezzali ("Presidente! Da lei mi farei toccare!"), col sorriso sulle labbra delira sul numero dei licenziamenti, senza che Vespa faccia una piega, affermando che con Air France gli esuberi sarebbero stati almeno il doppio (in realtà sarebbero stati 1500 in meno di quanto si paventi ora), lancia anatemi contro chiunque si apponga all'accordo definendo "irresponsabili" coloro che si rifiutano di firmare il vergognoso "piano Fenice" da lui orchestrato insieme ai suoi amichetti imprenditori della sinistra e mente sul fatto che Alitalia non verrà svenduta a compagnie estere nei prossimi cinque anni.

Quale sarà il risultato? Semplice. Il giro di valzer è noto. Berlusconi fa una porcata. La sinistra urla allo scandalo. Berlusconi intima ai sindacati di prendere o lasciare, li minaccia, li mette con le spalle al muro. I sindacati asserviti, gli stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Air France, rispondono "sì padrone". Quelli non asserviti urlano allo scandalo. I sindacati si spaccano. La sinistra si spacca: non si deve mica fare la figura degli irresponsabili. La sinistra apre ad un accordo. I sindacati asserviti esultano. Il governo si congratula. L'accordo si farà tra brindisi e sollazzi. I lavoratori piangono, urlano e protestano. Ma quelli ormai, chi li sente più?

E' l'eterno equivoco di questa sinistra.
Dialogare significa aprire a tutte le porcate berlusconiane.
Essere responsabili significa accettarle col sorriso sulle labbra.

Mai che il dialogo venga preteso in senso opposto.
Mai che il senso di responsabilità venga preteso dalla maggioranza.
Loro no. Loro possono fare e disfare come vogliono.
Dopo tutto hanno il consenso degli Italiani.
Oggi la fiducia nel Presidente del Consiglio è salita al 66%.

7 commenti:

Pape Satan Aleppe ha detto...

E' già ... è sempre più difficile commentare dopo aver letto l'ultima riga ...

prez ha detto...

due cose Fede...ma non sull'Alitalia, bensi sul siparietto con Vespa. La Vezzali un puttanone e Vespa un lacchè. Altro non mi viene da dire, mi sono cadute le braccia ancora una volta e le sto cercando..

sR ha detto...

il dialogo lo intrattengono le persone razionali...
non ci sono dunque i presupposti per un dialogo intrattenuto da dementi

cucci ha detto...

nice pic

Wil ha detto...

Il sorriso è davvero amaro.

Penso alle persone, ma penso anche ad un mostro finanziario ed economico che ha gravato per anni sulle spalle dei cittadini.

Mi chiedo come non si trovino delle responsabilità per degli scempi come questi. Invece della galera si premiano gli amministratori incapaci con milioni di euro di liquidazione.

Forse è meglio chiudere questa triste storia, e lanciare un messaggio anche alle altre controllate. E' ora di cambiare musica.

A presto, Wil

Anonimo ha detto...

ho scoperto da poco questo blog e devo dire che è fatto bene ed è molto interessante. complimenti e grazie per il lavoro fatto!

sono venuto in uk un anno fa a prendermi il mio anno "sabbatico" ma a fine mese rientro in Italia,anche se comincio a pentirmene:non starò combinando una cazzata visto che:

- l'Italia è allo sfacio economico
- la politica (tutta) è stata comprata da un vecchietto miliardiario viscido e mafioso
- l'opposizione non esiste e non fa nulla per sventolare in faccia la realtà (spazzatura ancora presente, alitalia fallita e schifani e alfani in ogni dove)
- e la cosa grave (che mi fa davvero cadere le braccia) è che il 60% degli italiani crede e ammira invidiosa il suo trapianto, le sue plastiche e le trombate con veline-ministre, perchè rincoglioniti dalla tv spazzatura che abbiamo solo noi (qui la BBC è veramente una tv pubblica e i giornalisti non sono leccaculo e nascondiverità come in italì!) o perchè oramai stanchi e rassegnati!

é mai possibile tutto questo!?
perchè non possiamo pretendere una nazione ripulita da questa feccia (di destra e sinistra) che sta affossando il Paese e lo sta facendo diventare lo zimbello d'Europa?!

anita ha detto...

La foto che hai scelto non poteva essere più azzeccata....