martedì 27 maggio 2008

Il soldatino di piombo




E' notizia di ieri che il neosindaco di Roma, Gianni Alemanno, durante il primo Consiglio comunale ha proposto di intitolare una via a Enrico Berlinguer, Amintore Fanfani, Bettino Craxi e Giorgio Almirante.

Così, giusto per iniziare. Per partire col botto.

Una carrellata bipartisan di personaggi della Prima Repubblica, dall'estrema sinistra all'estrema destra, toccando nell'ordine PCI, DC, PSI e MSI. Dai banchi comunali di maggioranza e opposizione sono scrosciati gli applausi. E' la febbre del dialogo, che ormai sta raggiungendo picchi mai ipotizzati prima d'ora. Un febbrone di quelli forti, che quando ti prendono, ti provocano attacchi di delirio e allucinazioni.

Perchè di allucinazione si deve trattare.

Alemanno, soldatino militante dalle origini fasciste, propone di intitolare un via all'odiato nemico, il paladino del comunismo, Enrico Berlinguer. La destra applaude. Per par condicio auspica una via anche per Giorgio Almirante, fascista vero e convinto. La sinistra applaude. Quando infine si fanno i nomi di Craxi e Fanfani, i due storici esponenti dell'ex Partito Socialista e dell'ex Democrazia Cristiana, a quel punto l'aula comunale esplode in visibilio.
Deve essere un'allucinazione.

In realtà, la seduta si concluderà tra furiose polemiche. Non preoccupatevi, niente a che vedere con l'idea quanto mai balzana del neosindaco. No. L'opposizione sì è inccazzata come una biscia perchè, per un cavillo burocratico, non ha avuto tempo di parlare all'assemblea comunale. Capite? Passi Almirante, passi Craxi. Il problema è che non gli è stato concesso di parlare. Di esibirsi. Quello che conta è farsi vedere. Cosa volevano dire? Volevano ringraziare Alemanno per la trovata? Volevano proporre di intitolare altre vie a Mussolini e Goebel? Per conto mio, avevano detto fin troppo con quell'applauso.

Con quell'applauso hanno perso il diritto di parola.

Si è completamente persa la ragione. La coerenza morale si è disciolta alla luce di una non ben precisata logica buonista del dialogo. La memoria è cancellata senza pudore. Il tempo scolorisce i ricordi e li edulcora. Provo schifo per questo ipocrita "volemose bene", questo "scurdammoce u' ppassat" che sembra rallegrare i cuori di destra e di sinistra.

Ma siccome credo che la memoria sia un bene troppo prezioso, voglio ricordare chi si appresteranno i Romani a vedere iscritti sulle loro vie, nelle loro piazze.

Non parlo di Enrico Berlinguer, la cui indiscutibile statura morale, il cui carisma e la cui personalità, indipendentemente dalle idee politiche, lo rendono un personaggio chiave della storia italiana postbellica.
Non parlo di Amintore Fanfani, uscito illeso da Tangentopoli, nemmeno sfiorato dalla bufera che spazzò via la quasi totalità degli esponenti della DC.
Su di loro è possibile discutere. Ha senso discutere.

Parlo invece di Bettino Craxi. Parlo di Giorgio Almirante.
Su di loro non è possibile discutere. Non ha senso discutere.

A chi, soprattutto da sinistra, propone una revisione storica della figura dell'ex leader socialista, ricordo che morì latitante ad Hammamet. Fu lui che, in pieno clima Tangentopoli, raggiunto dagli avvisi di garanzia della procura di Milano, confessava nel discorso alla Camera del 3 luglio 1992 che "tutti i partiti hanno bisogno di denaro ottenuto illegalmente per finanziare le proprie attività".
Ne riceverà più di una ventina, di avvisi di garanzia. Tanto che, pochi mesi dopo, il 29 aprile 1993, sarà costretto ad ammettere: "Basta con l'ipocrisia! Tutti i partiti si servivano delle tangenti per autofinanziarsi".
Il suo partito viene travolto dalle inchieste, la dirigenza decimata. Le indagini dimostreranno come Craxi avesse utilizzato parte dei proventi delle tangenti (circa 50 miliardi di lire) non solo per finanziamenti illeciti al PSI, ma anche per scopi personali (finanziamento del canale televisivo Gbr di proprietà della sua amante Anja Pieroni, acquisto di immobili, affitto di una casa in costa Azzurra per il figlio). Sarà implicato anche nel processo Cusani in relazione alla Maxi Tangente ENIMONT.

Dopo che la Camera negherà l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti, si scatenerà l'ira dell'opinione pubblica che sfocerà in un linciaggio di piazza con lancio di monetine, cori e insulti alla sua uscita da un hotel di Roma. Qui si conclude l'illuminata carriera politica di Ghino di Tacco, lo pseudonimo con cui amava firmarsi. Quando l'arresto pare inevitabile, fugge in Tunisia, dove morirà sei anni dopo da latitante.

Non spenderò una parola, invece, su Giorgio Almirante, reduce della Campagna d'Africa, fondatore della Repubblica di Salò, capomanipolo alla Guardia Nazionale Repubblicana, capo di gabinetto del ministro della Cultura popolare di Mussolini, tenente della brigata nera dipendente dal Minculpop, camicia nera impeganta nella lotta ai partigiani in Val d'Ossola e nel grossetano, cronista presso il quotidiano fascista Il Tevere di cui fu caporedattore, firmatario nel 1938 del Manifesto della razza, occupato a far penetrare in Italia le tesi razziste provenienti dalla Germania nazista, che già avevano portato all'approvazione delle leggi razziali fasciste che faticavano ad imporsi nella società italiana.

Lascerò parlare lui. Ascoltate.

"Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un'imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera".

(Giorgio Almirante, 1938)

"Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta. Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo".

(Giorgio Almirante, 1942)

Ci hanno svenduto tutto.
Ora stanno tentando di svenderci pure la Storia.

12 commenti:

Alfiere ha detto...

L'ho detto io... l'Italia è una repubblica ipocrita fondata sulle emergenze.

Forse dovrei brevettarmela sta frase...

Ad ogni modo, è ormai più che palese che l'italiano medio ha la memoria del pesce rosso. O, come cita oggi Montanari, l'unica vera lezione che si apprende dalla storia è che l'uomo NON apprende mai lezioni dalla storia.

Francesco ha detto...

Articolo chiaro e diretto. Complimenti. Sono dell'opinione che dovresti fare il giornalista d'inchiesta. Ne hai tutte le qualità. Ancora Complimenti. Buona giornata. Francesco

Mauro ha detto...

Una vera vergogna le future vie intestate a Craxi e Almirante.
Se esistesse ancora la memoria, Alemanno non proverebbe neppure ad intestare delle vie a questi presunti statisti: ci sarebbe un'insurrezione popolare. Invece viene applaudito senza pudore. Stiamo davvero toccando il fondo. A quando una via intestata a Mussolini? Di questo passo non esiteranno nemmeno a proporre una cosa del genere...

Anonimo ha detto...

Non c'è da stupirsi più di tanto. Questa casta onora sé stessa. Non importa chi davvero fossero o cosa abbiano fatto Craxi o Almirante, quello che conta è che sono i capostipiti di questi tenutari del potere nel Paese.

anita ha detto...

Inizio con un OT ma...sei davvero efficace quando scrivi, mi associo ai complimenti. Venendo all'argomento del post, non posso non quotare in pieno quanto hai scritto, e aggiungere qualcosa sulla coerenza morale di cui parli. Mi viene in mente una discussione recente in cui il mio interlocutore mi accusava di dare troppo peso alla "questione morale" di fronte alle "emergenze"(???) del paese. Questo breve video è un bello spunto: http://www.youtube.com/watch?v=01cDwLAcdVY

PreZ ha detto...

Ciao Federico, visto che qualche volta hai commentato sul mio blog, lo sai come la penso, a scanso di fraintendimenti...Questo incensamento bi-partisan non mi va bene perchè non lo vedo, come dici anche tu, giusto nei confronti della storia. Vedo invece bene il voler girare pagina su tanti argomenti, specialmente riguardo all'ultimo conflitto. C'è stata una mattanza, giustificata dal essere in armi; penso comunque che ora la nostra Repubblica debba avere il bene del chiudere senza dimenticare. Il confronto ideologico DX vs. SX serve spesso a molti come fumogeno per nascondere altre situazoni ben più gravi, tipo mafia o corruzione o vincere le elezioni sulla paura dei comunisti mangia bambini.

Federico ha detto...

@ Anita

Grazie per il video! Pensa ora come si è ridotto il TG2...

@ prez

Hai ragione. Ancora troppi Italiani vivono nell'illusione della destra contro la sinistra. Se rinfacci a uno di destra gli sbagli del suo governo, ti risponderà: "E voi di sinistra cosa avete fatto di meglio?". E viceversa. Senza immaginare che ci possa essere un'alternativa. Senza avere nemmeno il dubbio che chi pone il problema non sia nè di dx nè di sx, ma semplicemente una persona intellettualmente libera e onesta.

Pape Satan Aleppe ha detto...

Avete fatto molto bene a ricordare chi fu Almirante. E' impressionante la velocità con la quale si perda la memoria in Italia.
Speriamo bene ....

alfa ha detto...

E' vergognoso. Ma da Alemanno non mi aspettavo nulla di meglio, sinceramente.

Sono, comunque, d'accordo con chi ha detto che il tuo articolo è "chiaro e diretto". Complimenti anche da parte mia.

Alessandro Arcuri ha detto...

...ma dove cazzo sono tutti quelli che lanciavano monetine a Craxi all'uscita dell'Hotel Raphael, quella volta?
Spariti tutti? O tutti colpiti da amnesia fulminante?!

Anonimo ha detto...

"Le stime che sono state fatte dicono che con un minimo di 100.000 sottoscrittori disposti a pagare un abbonamento di 70 euro annui è possibile finanziare un settimanale."

Per una questione di trasparenza non sarebbe opportuno rendere pubbliche queste stime?

ilpicchio ha detto...

L'Italia una repubblica di ipocriti, un po' ignoranti, smemorati e anche opportunisti e ruffiani ... c'è da stare allegri!
Una sinistra sparita per incapacità, per stupidità, autoreferenziale e non credibile.
C'è da sperare qualcosa di buono per il futuro?