martedì 13 maggio 2008

Inciucio ai blocchi di partenza





13 Maggio 2008 – Voto di Fiducia in Parlamento. L'inciucio è partito. Per l'ennesima volta in 15 anni Silvio Berlusconi è al voto di fiducia. Il discorso alla Camera, durato ventisette minuti, ha sottolineato i canonici punti della situazione italiana:

“Tra le priorità che l'esecutivo sarà chiamato ad affrontare, Berlusconi ha indicato la rimozione dei rifiuti in Campania, la detassazione prima casa, agevolazioni fiscali generalizzate, interventi per «la sovranità della legge sul territorio dello Stato» e per «liberare dalla paura i cittadini, soprattutto donne e anziani» perché «la sicurezza è sinonimo della libertà». Poi il premier ha insistito sull'urgenza di arrivare alla crescita del Paese, dal punto di vista economico e sociale, e ha fatto cenno alla necessità di arrivare ad un «federalismo fiscale e solidale» e ad un maggiore sviluppo del sud, anche attraverso una lotta decisa alla criminalità organizzata.
(Il Corriere della Sera, 13 Maggio 2008, link)

“Noi non abbiamo mai cavalcato la paura, ma sbaglia chi nega la prima regola della democrazia che dice che sicurezza è sinonimo di libertà". Lo ha spiegato il Cavaliere. "La sicurezza della vita quotidiana deve essere pienamente ristabilita con norme in grado di riaffermare la sovranità della legge sul territorio dello Stato. Noi non cavalchiamo la paura, vogliamo liberare dalla paura i cittadini". Berlusconi dice no all’immigrazione "non governata" e pone l’accento sulla "fierezza" del popolo italiano tradizionalmente "ospitale". Così il premier, durante il discorso sulla fiducia, dedica un passaggio alle nuove migrazioni. "No all’immigrazione non governata perché dobbiamo essere padroni a casa nostra ma essendo fieri della tradizionale ospitalità del popolo italiano“.
(Il Giornale, 13 Maggio 2008, link)

“Sistema fiscale mai punitivo. «Dobbiamo andare avanti e far crescere la lotta all'evasione fiscale, ma senza scordare quel principio liberale per cui le imposte corrispondono a ciò che i cittadini devono allo Stato per i servizi che ricevono», ha continuato il premier parlando in Aula alla Camera e aggiungendo che il sistema fiscale non deve essere «mai punitivo verso chi produce ricchezza da redistribuire»
“Aborto. «Crescere significa rimuovere le cause materiali dell'aborto», ha detto ancora il presidente del Consiglio, osservando che l'Italia deve uscire dal «rischio detanalità», con aiuti alle madri.”
(Il Messaggero, 13 Maggio 2008, link)


Dopo aver descritto le intenzioni del nuovo governo di «non fare miracoli ma realizzare piccole grandi cose» , il cavaliere si è espresso sul dialogo con l'opposizione definendosi «pronto ad un dialogo trasparente» che «non generi risse». Non c'è che dire, il discorso rispecchia al 100% il programma elettorale del Pdl illustrando una situazione italiana nota a tutti. La cosa che lascia perplessi è questa distensione/inciucio tra Pdl e Pd che incredibilmente sembra mettere tutti d'accordo. Addirittura Berlusconi applaude Fassino dopo il suo intervento, roba d'altri tempi:


E il Cavaliere applaude Fassino. «Noi non daremo la fiducia a questo governo, ma da parte nostra non ci sarà una opposizione pregiudiziale né una opposizione sorda e miope», ha ribadito nell'Aula della Camera Piero Fassino, ministro-ombra degli Esteri, concludendo il suo intervento sulle dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio. Subito dopo a battere le mani, oltre alla pattuglia del Pd, sono, a sorpresa, anche il titolare della Farnesina Franco Frattini e il premier. Un'immagine impensabile qualche mese fa e che oggi suggella la nuova aria, quanto momentanea nessuno può dirlo, che si respira in Parlamento. I precedenti si contano sulle punta delle dita e il più noto è quello del 1994, quando il Cavaliere, allora sempre al governo del Paese, si alzò dal suo scranno a Montecitorio e con sorpresa di tutti andò a stringere la mano a Napolitano, allora esponente del Pds e già ex presidente della Camera.”
(Il Messaggero, 13 Maggio 2008, link)

Non mi spiego come faccia Fassino ad definire l'opposizione non sorda e non miope, è come dire che un cieco vede perfettamente. Lascia ancora più perplessi una frase del cavaliere, presa in questo caso dall'articolo del corriere: «Vogliamo contrappore la bellezza della politica capace di cambiare le cose al chiacchiericcio e alla politica dell'inganno».
Ma Come? Politica dell'inganno?
Se così fosse Berlusconi dovrebbe dimettersi seduta stante, prima ancora di chiedere la fiducia in parlamento in quanto, per la visione politicamente corretta di un paese normale, una legislatura di “leggi su misura” è da considerarsi un inganno. Probabilmente, questa volta, l'inganno sarà molto più grosso e più pericoloso di prima. Si parla di democrazia virtuale, di assenza di idee politiche. Il fantomatico Governo Ombra ne è la dimostrazione, solo PD e niente IdV. Considerando che il programma elettorale del Pd è praticamente identico a quello del Pdl resta da appurare la riduzione dell'opposizione alle sole UDC e IdV, uniche voci fuori dal coro. Una delle voci è rappresentata da Bruno Tabacci (UDC) il quale si è rivolto al premier sostenendo: «Non posso votare la fiducia a questo governo perché sono parte di un opposizione di centro che lei fa fatica a riconoscere. Lei preferisce il governo ombra di Veltroni e dà vita ad un sistema presidenziale senza contrapposizioni che è il suo nuovo parlamentarismo» e concludendo: «Comunque giudicheremo il governo dalle cose concrete, l'Italia non ha bisogno di un usato sicuro ma del nuovo».” La seconda voce è di Antonio Di Pietro il quale si è espresso di fronte alle telecamere al di fuori del parlamento:

“La mano tesa di Berlusconi mi sembra come la zampa tesa dal lupo all'agnello". Cosi' il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, commenta l'apertura al dialogo lanciata da Silvio Berlusconi nel suo discorso programmatico a Montecitorio. Di Pietro definisce "papista e pseudobuonista" il discorso del premier e aggiunge che Berlusconi "vuole addormentare le coscienze per agire indisturbato: non ha detto nemmeno una parola sul conflitto di interessi ne' sulla giustizia". Dunque, aggiunge il leader dell'Idv "non cadremo nel trabocchetto teso da Berlusconi per non avere opposizione in Parlamento, prima aspettiamo che faccia chiarezza e che dica come intende affrontare i problemi, soprattutto in tema di giustizia". "Berlusconi non ci ha convinto - aggiunge - noi saremo qui a fare le sentinelle per non cadere nella trappola del 'vogliamoci bene'". Riguardo alla disponibilita' del Pd al dialogo manifestata da Franceschini e da altri esponenti del loft, Di Pietro ironizza: "non so se e quale opposizione faccia il Pd, ma so che quando Berlusconi ha lisciato il pelo a qualcuno poi glielo ha portato via. Io prima constato, poi do' il costato.”
(Fonte: link)

Nonostante il gran bel discorso ed i “tre applausi bipartisan”, il cavaliere non ha neanche lontanamente nominato Europa7 ed i problemi legati ad essa. Alitalia è diventata un fantasma...si parla di “immigrazione selvaggia” ma non di debito pubblico...per non parlare della lotta all'evasione; altro tabù. Insomma, il discorso è, come lo definisce Di Pietro, “pieno non di proposte di governo ma di “eclatanti omissioni” su questioni chiave. In poche parole il non-neo-premier non ha fatto altro che raccontare quello che la gente vuole sentirsi dire senza proporre nulla di concreto. Se queste son le premesse per il nuovo governo non resta che utilizzare una frase del cavaliere stesso...“Invochiamo l'aiuto di Dio”.

5 commenti:

PreZ ha detto...

Ed è appunto in questo che sta il grosso problema del conflitto di interessi. In una civiltà marcia come la nostra, le televisioni creano l'opinione. Non i libri, i giornali o le idee in rete. L'opinione viene creata da inserti (non telegiornali) tra una pubblicità ed un format in cui un gruppo di giovani discute per un paio d'ore, sul niente, con la signora Maria. Come possiamo competere? Le idee oramai non bastano più, anche la nuova povertà e meno brutta davanti al Grande Fratello.

Alfiere ha detto...

L'Italia.

Disinformata, bigotta, acquiescente.

Sicurezza = lotta all'immigrazione clandestina.

Ormai la realtà è unicamente ciò che ci viene quotidianamente proposto...

Le emergenze vengono sollevate ed affossate con una rapidità impressionante, anche grazie alla memoria da pesce rosso degli italiani...

Eterno riposo dona a noi, o Signore...

sR ha detto...

i tempi dell'inciucio sono maturi...
bisogna aspettare gli sviluppi!

Luca ha detto...

"Sicurezza = lotta all'immigrazione clandestina."
Beh questo è ovvio, scontato e banale se consideri che c'è la Lega che spadroneggia. In secondo luogo, il cavaliere ha detto che eliminerà l'ICI (ormai sn anni che va avanti con sto ritornello). Voglio proprio vedere se lo farà....mi puzza troppo di "Ronaldinho"...tante parole e pochi fatti. Non vorrei che ci si ritrovasse alla fine con la sola riduzione del 40% del Governo Prodi ,che entrerà in vigore a giugno, e che questa venga spacciata per un'opera dell'attuale governo.

Roberto ha detto...

Ogni passo che allontana Di Pietro dal PD è benedetto. Speriamo che Tonino si convinca a staccarsene definitivamente. Almeno avremo una opposizione.

L'UDC prima o poi verrà risucchiata nel grande inciucio, Tabacci è una voce fuori dal coro e la sua incompatibilità culturale con Di Pietro temo che alla fine lo porterà all'estinzione.

Per il bene della democrazia bisognerebbe recuperare la sinistra (però depurata dai Bertinotti). Già alle europee del 2009 vedremo come evolveranno le cose.